SEO e posizionamento sui motori di ricerca: una definizione

Con il termine SEO (inglese “Search Engine Optimization”) ci riferiamo alle tecniche per ottimizzare un sito web al fine di migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Le regole di Google non sono le regole di Scarabeo 😉

Prova a digitare su Google qualsiasi parola o insieme di parole. Nell’immagine di esempio abbiamo digitato Seo. Per qualsiasi ricerca Google restituisce una SERP (una pagina con un elenco di risultati per quella ricerca).

Risultati organici e a pagamento

La SERP indica la pagina dei risultati di ricerca per una determinata query.

Solitamente in alto (e a volte in fondo alla pagina) ci sono gli annunci a pagamento, cioè risultati sponsorizzati: li riconosciamo per l’etichetta verde “Ann.” vicino alla URL. Le società o persone stanno pagando per occupare quella posizione e sfruttarne la visibilità.

Vi sono poi i risultati organici, risultati che occupano una determinata posizione della SERP senza pagare nulla, grazie appunto all’ottima messa in pratica delle principali tecniche SEO.

I risultati organici possono essere presentati da Google in modo “normale”, oppure attraverso uno rich snippet, come il secondo risultato della foto.

Il rich snippet è un risultato più ricco rispetto al risultato organico “normale”. Ad esempio, nel caso di Wikipedia nella foto qui sopra, il risultato è stato arricchito da un breve estratto di testo, che contiene la definizione di “Seo” e da un’immagine a corredo, che non necessariamente proviene dalla stessa pagina.

Fatta questa semplice distinzioni tra risultati a pagamento e risultati organici, possiamo definire la SEO:

La SEO è l’insieme di tecniche volte a ottimizzare il posizionamento organico di una pagina web sulle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

Fattori principali che influenzano la SEO

La SEO è una disciplina olistica e dipende da una svariata quantità di fattori. Cerchiamo di elencare i principali:

  • Autorità del dominio e della singola pagina web (quanto Google ritiene rilevante il dominio o la singola pagina web in senso assoluto e rispetto all’ambito di ricerca preso in esame). L’autorità del dominio dipende da:
    • Anzianità della pagina e del sito web (da quanto è on-line la pagina? Da quanto il dominio?)
    • Backlink ricevuti (quanti e quali siti web contengono un link al mio sito? Con quale anchor text? Sono follow o dofollow?)
  • Contenuti (quanto sono rilevanti i miei contenuti rispetto agli intent di ricerca dei miei visitatori target? Il mio sito genera un valore contenutistico reale?)
  • Velocità e performance del sito e della pagina web (Il mio sito web è veloce? Quanto è il tempo medio di risposta del server? Il mio sito è responsive e mobile-friendly?)

Come puoi vedere, i fattori da prendere in considerazioni sono molteplici. Alcuni hanno natura tecnica, altri contenutistica e/o informativa.

A ben vedere, apprendere la SEO significa apprendere un linguaggio, quello dei motori di ricerca, che a loro volta sono soggetti a continui cambiamenti a livello di algoritmo e/o aggiornamenti e/o rinnovamento tecnologico (come ad esempio l’affermarsi sempre più preponderante della ricerca mobile prima e vocale ora and so on…).

Siamo fregati, quindi? Nessuno di noi è un ingegnere di Google e Google non ci svelerà mai i meccanismi esatti di funzionamento dei suoi algoritmi, e allora come facciamo?

Rappresentazione grafica di un diagramma di flusso

Cerchiamo di rispondere a questa domanda dal punto di vista filosofico. Quale è il fine ultimo degli algoritmi dei motori di ricerca? Fornire risultati che siano attinenti alle ricerche degli utenti.

Moz stima che Google annualmente cambi i propri algoritmi circa 500-600 volte, anche se raramente questo provoca forti scossoni alle SERP. Se così fosse, qualsiasi tecnica e/o accorgimento risulterebbe vano, se la logica degli aggiornamenti dell’algoritmo variasse ogni volta.

In realtà, gli algoritmi dei motori di ricerca sono continuamente aggiornati e studiati per una sola ragione: piacere sempre di più agli utenti, fornire loro esattamente ciò che stanno cercando, rispondere alle loro domande, mostrare loro un servizio e infine permettere loro di compiere un’azione (prenotare, acquistare, chiedere un preventivo, telefonare eccetera).

Per questa ragione gli algoritmi si stanno sempre più affinando, e se fino a qualche anno era possibile parlare semplicemente di keyword research, oggi dobbiamo parlare di search intent.

Hai mai pensato a cosa digiti quando stai cercando qualche informazione su Google?

Ma andiamo con calma e cerchiamo subito di chiarire tutti questi paroloni con un esempio.

Search Intent o Intento di Ricerca

Gli algoritmi dei motori di ricerca, fino a qualche anno fa, erano in grado di interpretare le ricerche da parte degli utenti soltanto in maniera letterale.

  • Paolo, ad esempio, sta cercando “Ristoranti di pesce a Bari”. Google gli mostra una SERP.
  • Maria sta cercando “Ristoranti di pesce Bari”. Google gli mostra un’altra SERP
  • Francesca sta cercando “Mangiare pesce a Bari”. Google gli mostra una terza SERP ancora.

Cosa stava succedendo?

Google non era in grado di associare lo stesso intento di ricerca a tre ricerche diverse e distinte.

Oggi Google, a queste tre ricerche, risponde con una SERP molto simile.

In particolare, Google ha capito che, con tutta probabilità, se digito “Mangiare pesce a Bari” sto cercando “Ristoranti di pesce a Bari”.

Questa rivoluzione semantica di Google presuppone che più che sulle keywords, dobbiamo lavorare sugli intenti di ricerca. Più che su articoli e preposizioni, dobbiamo studiare un’architettura di una pagina che permetta di trovare all’utente esattamente le informazioni che sta cercando.

Il search intent, o intento di ricerca, corrisponde al motivo che spinge un utente a digitare alcune parole chiave piuttosto che altre.

Il search intent ha a che fare con la semantica e non con il significato letterale. È ragionevole presupporre che con il passare del tempo Google e gli altri grandi motori di ricerca perfezioneranno ancora di più i loro algoritmi per interpretare al meglio il linguaggio degli utenti.

Quindi Elena, è sufficiente piacere agli utenti per piacere ai motori di ricerca?

Quasi.

La risposta è quasi. Almeno per ora, infatti, tenere conto delle tecniche di ottimizzazione per piacere ai motori di ricerca e capire i meccanismi che premiano e quelli che penalizzano regala senza dubbio una marcia in più.

La quantità di keywords in un articolo, l’utilizzo delle correlate, il Meta Title, l’ottimizzazione delle immagini e altre tecniche ormai acquisite sono infatti ancora indispensabili.

Ma ora facciamo un passo indietro e cerchiamo di scendere più nel dettaglio.

Tecniche SEO

Le tecniche SEO si dividono in due grandi gruppi:

  • SEO on-page: tecniche che vengono applicate all’interno del sito web
  • SEO off-page: tecniche che vengono applicate all’esterno del sito web
La rappresentazione classica dei servizi SEO: un razzo che fa volare il tuo sito web verso il successo 😉

SEO on-page

Potremmo definire la SEO on-page come l’insieme di tecniche SEO realizzate direttamente all’interno del nostro sito web. Sono tutti quegli accorgimenti tecnici e contenutistici che forniscono qualità al nostro sito web. Comprendono:

Ottimizzazione dei Menu

La struttura del menu di un sito web deve essere il più possibile coerente e ordinata, per far comprendere allo spider di Google come il sito web è organizzato. Indispensabile in questo senso è creare una sitemap, ovvero una mappa del sito, che viene scansionata dagli spider dei motori di ricerca per comprendere la struttura delle pagine e dei collegamenti.

Ottimizzazione alias / permalink

Guardate ad esempio la URL di questo articolo: il permalink coincide con il Titolo dell’articolo, preceduto dalla categoria /seo/. Ora confrontatelo con un’altra ipotetica URL, non ottimizzata, come potrebbe essere: /2019/agosto/id45-67-seo.

Ottimizzazione Meta Data

I Meta Data principali sono il Meta Title e la Meta Description:

Meta Title

Il Meta Title è il titolo che compare in alto sulla barra del browser. Coincide anche con il Titolo che mostra Google nella SERP. La scelta del Meta Title è fondamentale ed è ancora uno dei principali indicatori dell’argomento trattato nella pagina.

Meta Description

La Meta Description è una brevissima descrizione del contenuto della pagina, mostrata sotto al Meta Title nella SERP. Non incide direttamente sulla SEO (quindi è inutile piazzare qui tutte le keywords ritenute rilevanti), ma piuttosto sul CTR (percentuale di click rispetto al numero di impression). Va scritta quindi in modo persuasivo ed efficace, in modo da invogliare l’utente a cliccare.

Ottimizzazione Contenuto Testuale

Non basta che il contenuto di una pagina sia scritto bene. Deve essere scritto per il web.

A questo proposito, senza entrare troppo nel dettaglio, è utile dividere il testo in paragrafi gerarchici, utilizzare gli headings (titoli) messi a disposizione dall’editor testuale (h1, h2, h3, h4, eccetera), utilizzare punti ad elenco, lasciare aria tra i vari paragrafi, spezzare il testo con delle immagini.

Ma più di tutto, ovviamente, è necessario produrre un testo che risponda a un intento di ricerca di un utente. La scelta delle keywords da utilizzare diviene quindi fondamentale: un bravo SEO deve saper scegliere su quali argomenti e di conseguenza keywords puntare, tenendo conto del

  • volume di ricerca delle keywords
  • pertinenza delle keywords rispetto all’obiettivo e alla strategia dell’azienda (perché vogliamo utilizzarle? A che scopo produrre un contenuto puntando su questa o quella keyword?)
  • intento di ricerca relativo a quelle keywords (sono keywords informazionali, navigazionali o transazionali?) e creazione di contenuti coerenti per la ricerca
  • competitors presenti per quelle keywords (ci sono competitors e competitors, e i grandi BIG non si scalzano – quasi mai – dalle posizioni ottenute. Bisogna quindi compiere una scelta oculata su quali keywords puntare anche in relazione agli altri siti presenti in SERP)

Ottimizzazione contenuto visuale

L’ottimizzazione del contenuto visuale comprende, ad esempio, il ridimensionamento delle fotografie, che non devono essere troppo pesanti in modo da non influire negativamente sul tempo di caricamento della pagina, oltre a dover essere responsive, per essere visualizzate correttamente su tutti i dispositivi di navigazione. Devono essere rinominate con parole utili ad individuarne il contenuto e devono avere indicato l’attributo alt tag, utile in caso di mancata visualizzazione.

Ottimizzazione velocità e performance sito

Anche la performance di ogni singola pagina può influire positivamente o negativamente sul suo posizionamento.

Un utente che clicca su un risultato di una ricerca e non riesce a visualizzare i contenuti nel giro di pochissimi secondi, con tutta probabilità chiuderà la finestra del browser, tornerà indietro e sceglierà di cliccare su un altro risultato, andando ad aumentare la frequenza di rimbalzo e questo è un pessimo segnale da dare a Google.

Le performance e la velocità del sito, inoltre, dipendono da molteplici fattori, come ad esempio:

  • velocità di risposta del server su cui è ospitato il sito
  • dimensioni della pagina
  • utilizzo o meno della cache

Migliorare questi punti è dunque indispensabile per aumentare la performance del nostro sito.

Long Tail

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